Gabriele Marveggio








Gabriele Marveggio nasce a Sondrio il 7 Giugno 1960 da Carla e Adalgiso; qui frequenta le scuole elementari, medie e il liceo scientifico Donegani. Diceva che dell'asilo non aveva avuto bisogno in quanto era quinto di otto fratelli. Da Piccolo passa molto tempo nella bottega di alimentari della mamma ad Arquino, dove si diverte a fare i conti della spesa dei clienti e dove legge i primi libretti che si occupano di stelle e di scienze, regalati da una zia lungimirante. Qui nasce la sua curiosità per la scienza. Crescendo, trascorre ogni domenica a Piazzo Cavalli: un po' ad aiutare i genitori, un po' a sciare e ad appassionarsi di montagna.

Alla fine del liceo si iscrive alla Facoltà di Fisica dell'Università degli Studi di Milano, scegliendo poi l'indirizzo che si occupa di Cibernetica. In questi anni lavora per qualche tempo in una ditta che si occupa di misure ambientali, svolge il servizio civil in un centro dove insegna la matematica a ragazzi extracomunitari e fa l'aiuto-cuoco nei fine settimana presso il ristorante di famiglia a Tremezzo. Si Laurea nel 1994. Tenta la strada accademica anche su invito dei docenti che l'avevano seguito durante la tesi; con loro collabora dal 1994 al 1997 presso il Dipartimento di Statistica Medica e Biometria e il Dipartimento di Biologia e Genetica per Scienze Mediche frequentando la Scuola di Specializzazione in Statistica Sanitaria.

Si sposa nel 1995 con Cinzia, compagna di serate milanesi e di passeggiate in montagna, e si divide tra Milano e Chiesa in Valmalenco dove ha la residenza. Alla nascita della sua prima figlia, Anna, nel 1997 lascia Milano e l'università e si volge all'insegnamento: Tirano, Dervio, Morbegno, Sondrio; scuole professionali, medie inferiori, liceo scientifico e artistico, e infine l'istituto agrario. Nascono intanto anche Carla ed Andrea. Dedica molto tempo ai figli: inventa per loro storie per dormire, insegna loro a sciare; talvolta li stressa come ogni buon genitore sa fare. 

Buon sci alpinista, ha percorso spesso le montagne valtellinesi e i Pirenei con gli amici, con i quali soleva anche passare serate mangiando cibo genuino e bevendo buon vino. Amava l'alpinismo e l'escursionismo, e difficilmente si lasciava scappare l'occasione di una nuotata in un laghetto alpino come il Pirola o l'Arcoglio. Amava lavorare con le mani: c'era sempre qualche vecchia baita da ristrutturare o muro da perlinate. 

Spesso tornando da scuola diceva: "Oggi ho imparato questo...". Vedeva la scuola come un luogo di conoscenza e crescita per tutti, anche per i professori. Aveva una curiosità viva e sempre nuova per tutto e tutti che riusciva a trasmettere agli studenti. Era sempre alla ricerca di nuove teorie e spiegazioni, che si trattasse di fusione fredda o di Big Bang. 

Purtroppo ci ha lasciato il 26 Settembre 2013.

(Cinzia Lenatti)